MATERMUNDI

Il 22 dicembre al Tetrao Studio Mariangela Melato va in scena Matermundi/1917-2017. Un ricordo di Madre Francesca Saverio Cabrini
drammaturgia Egidio Bertazzoni. Lo spettacolo, dedicato alla figura di Madre Francesca Saverio Cabrini, racconta la storia di una rimozione, quella dell’emigrazione italiana, dagli ultimi anni dell’Ottocento agli anni Cinquanta, nelle sue varie forme: all’estero, stagionale ossia verso Francia, Svizzera, Austria e interna, dal Sud al Nord Italia.

Per ragionare sulle odierne quotidiane ondate migratorie, è necessario riportare alla luce proprio quel rimosso, ricostruirne i connotati, per cercare di capire cos’è successo alla memoria di questo Paese, ormai quasi completamente isterilita.

Si parte dalla Commedia dell’Arte, dallo Zanni bergamasco (Enrico Bonavera), che racconta del suo viaggio in barca sul Po con altri compaesani in cerca di cibo, arrivando ai nostri giorni attraverso situazioni emblematiche. Il racconto procede facendosi sempre più transnazionale, universale, paradossalmente atemporale. Sono storie di ieri? Di un passato remoto? Di un futuro prossimo?

Le diverse situazioni sono espresse con linguaggi differenti: la lettura-monologo di Madre Cabrini, i testi dell’Arcivescovo di Piacenza Giovanni Battista Scalabrini – interpretato da Franco Sangermano, tra i primi ad essersi occupato dell’emigrazione italiana –, brevi interventi sceneggiati interpretati da giovani allievi attori, contrappunti musicali dal vivo di fisarmonica, sax e chitarra.

Filo conduttore sarà Madre Cabrini, di cui si mettono in risalto il coraggio, la misericordia, la pietas in quanto condivisione ed anche l’incredibile capacità visionaria e artistica, per cui “le cose che si sognano, a crederci fortemente, diventano vere”.Lo spettacolo, dedicato alla figura di Madre Francesca Saverio Cabrini, racconta la storia di una rimozione, quella dell’emigrazione italiana, dagli ultimi anni dell’Ottocento agli anni Cinquanta, nelle sue varie forme: all’estero, stagionale ossia verso Francia, Svizzera, Austria e interna, dal Sud al Nord Italia.

Per ragionare sulle odierne quotidiane ondate migratorie, è necessario riportare alla luce proprio quel rimosso, ricostruirne i connotati, per cercare di capire cos’è successo alla memoria di questo Paese, ormai quasi completamente isterilita.

Si parte dalla Commedia dell’Arte, dallo Zanni bergamasco (Enrico Bonavera), che racconta del suo viaggio in barca sul Po con altri compaesani in cerca di cibo, arrivando ai nostri giorni attraverso situazioni emblematiche. Il racconto procede facendosi sempre più transnazionale, universale, paradossalmente atemporale. Sono storie di ieri? Di un passato remoto? Di un futuro prossimo?

Le diverse situazioni sono espresse con linguaggi differenti: la lettura-monologo di Madre Cabrini, i testi dell’Arcivescovo di Piacenza Giovanni Battista Scalabrini – interpretato da Franco Sangermano, tra i primi ad essersi occupato dell’emigrazione italiana –, brevi interventi sceneggiati interpretati da giovani allievi attori, contrappunti musicali dal vivo di fisarmonica, sax e chitarra.

Filo conduttore sarà Madre Cabrini, di cui si mettono in risalto il coraggio, la misericordia, la pietas in quanto condivisione ed anche l’incredibile capacità visionaria e artistica, per cui “le cose che si sognano, a crederci fortemente, diventano vere”.

Matermundi
1917-2017. Un ricordo di Madre Francesca Saverio Cabrini
drammaturgia Egidio Bertazzoni
con Enrico Bonavera, Franco Sangermano, Arianna Scommegna, Aldo Stella
e con Amalia d’Aprile e gli allievi dei corsi Metamorfosi e Teatripiccoli del teatro labArca e gli allievi dei laboratori teatrali dell’ICS Via Pareto
direzione musicale Gian Francesco Amoroso
musicisti Gian Francesco Amoroso (fisarmonica), Giacomo Bertazzoni (sassofono), Davide Turolla (chitarra)
scene Danilo Marabotto
costumi Elena Galbiati
luci Danilo Marabotto e Diego Ranieri
montaggio video Cesare Cantù
consolle Prageeth Fernando
allestimento Anna Bonel
produzione labArca – laboratori teatro musica


ODISSEA UN RACCONTO MEDITERRANEO AL TEATRO CARCANO

ODISSEA Un racconto mediterraneo 6 novembre 2017 Moni Ovadia Canto XXI: la gara dell'arco Teatro CarcanoIl 6 novembre al Teatro Carcano, davanti a una platea formata in gran parte di giovani, Moni Ovadia è stato il primo cantore moderno a presentarci e riproporci una canto dell’Odissea (per l’occasione si trattava del XXI canto, il canto della gara con l’arco).

Nelle parole di Sergio Maifredi, ideatore e regista del progetto, “Odissea – Un racconto mediterraneo è un progetto permanente, un percorso da costruire canto dopo canto scegliendo come compagni di viaggio i grandi cantori del teatro contemporaneo e quegli artisti che sappiano comunicare in modo estremamente diretto, non con la protezione del “buio in sala” ma guardando negli occhi il proprio pubblico, non proteggendosi dietro gli schermi delle belle luci o di una bella musica di sottofondo ma affrontando a mani nude la parola.
Odissea ha debuttato nel 2009 e ha inchiodato ai sedili di pietra dei teatri antichi e di velluto rosso migliaia di spettatori”.
Odissea – Un racconto mediterraneo restituisce alla narrazione orale, al cantore vivo e in carne ed ossa di fronte a noi, le pagine dell’Odissea che dagli anni della scuola abbiamo letto in silenzio.
L’Odissea è la prima fiction a episodi. Questa è una delle sue forze. I racconti vivono assoluti. Il “montaggio” avviene nella testa dello spettatore che può conoscere o ignorare gli episodi precedenti.
Odissea – Un racconto mediterraneo è una rotta, la rotta di Odisseo, ed è la rotta che unisce le sponde del mediterraneo da Est a Ovest da Nord a Sud.
L’Odissea è un arco che scavalca le epoche. È la classicità e al tempo stesso la modernità, inventa il flash back tremila anni prima del cinema americano, cala Odisseo all’Inferno duemila anni prima di Dante. Calipso oggi scolpisce in un sms il suo ultimo pensiero per Odisseo e Odisseo twitta la strage dei Proci anziché affidarla a Femio il cantore, padre di tutti gli uffici stampa del mondo. Ma la forza dell’Odissea resta immutata.

Gli altri cantori moderni saranno:

12 febbraio 2018 – Maddalena Crippa – Canto XXIII: Penelope

5 marzo 2018 – Piergiorgio Odifreddi – Canto XII: il problema dei buoi di Archimede

9 aprile 2018 – Tullio Solenghi – Canto XIX: Odisseo e Penelope

 

 


 

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