IL CARTELLONE DEI TEATRI MILANESI

PAGINA IN ALLESTIMENTO

PICCOLO TEATRO

TEATRO STREHLERLargo Greppi 1 – tel. 02 42 411 889

RIPOSO

PER INIZIATIVE IN ALTRI LUOGHI DELLA CITTA’ VEDI 

https://www.piccoloteatro.org/it/calendar#/2021-07

TEATRO GRASSI Via Rovello 2 tel. 02 42 411 889 

FINO AL 25 LUGLIO

UN INGRESSO SECONDARIO. STORIE E PROTAGONISTI DA PALAZZO CARMAGNOLA AL PICCOLO TEATRO. 

di Fabio Pisano – regia Davide Gasparro

Un viaggio alla scoperta degli spazi dell’edificio di via Rovello 2 in compagnia dei protagonisti della sua storia, dal Conte di Carmagnola a Leonardo da Vinci, dai Visconti a Strehler e Grassi.

TEATRO STUDIO MELATOVia Rivoli 6 – tel. 02 42 411 889

RIPOSO

 

TEATRO ELFO PUCCINI - Corso Buenos Aires 33 - tel. 02 00660606

SALA SHAKESPEARE

FINO AL 7 LUGLIO

IL SEME DELLA VIOLENZA

Il seme della violenza The Laramie Project - Elfo Puccini

di Moisés Kaufman e dei membri del Tectonic Theater Project – regia Bruni/Frongia

The Laramie project è un testo profondo, stratificato e toccante che racconta il caso Matthew Shepard, uno studente ucciso brutalmente per motivi di odio omofobico. Poco dopo il delitto, Moisés Kaufman (autore di Atti osceni) e la sua compagnia compiono un viaggio verso Laramie, la città del Wyoming teatro del delitto, e qui trascorrono lunghi periodi a intervistare gli abitanti e ricostruire gli eventi per dare un senso a questa tragedia.

SALA BAUSCH

FINO AL 9 LUGLIO
LE BUONE MANIERE

Di Michele Di Vito

Una storia di uomini e fantasmi, di vittime e carnefici. È la storia della Banda della Uno bianca, iniziata con colpo al casello autostradale di Pesaro, il 19 giugno 1987. Michele Di Giacomo veste i panni di Fabio Savi, uno dei componenti della banda, assassino tra più feroci della storia italiana che, con i fratelli Alberto e Roberto, entrambi poliziotti, mise a segno decine di rapine, uccise 24 persone e ne ferì un centinaio, incarnando fino all’arresto un incubo per chiunque vivesse in Emilia-Romagna.

 

SALA FASSBINDER

DAL 7 AL 23 LUGLIO

NEL GUSCIO

di Ian McEwan – regia Cristina Crippa

«Immaginate un feto ormai prossimo a divenire un bambino» ci racconta Cristina Crippa. «Che ha da poco finito di crogiolarsi e volteggiare senza pensieri in un fantastico mare privato, e si trova ora incastrato a testa in giù nel grembo di una donna. Se poi quella madre si chiama Trudy, probabile diminutivo di Gertrude, ha un amante di nome Claudio, fratello di un nobile marito di cui si progetta l’eliminazione, a noi teatranti viene un dubbio esistenziale: questa famiglia ci è assai, troppo familiare. La loro Londra ha qualcosa di danese. […]

 
TEATRO FRANCO PARENTI - Via Pier Lombardo 14 - tel. 02 59995206

SALA GRANDE

FINO AL 17 GIUGNO

UN POYO ROYO

coreografia Luciano Rosso, Nicolás Poggi – regia Hermes Gaido
 

Spettacolo esplosivo che unisce brillantemente teatro, danza, acrobatica, sport e che sta registrando il tutto esaurito sia in Argentina che in Europa. Nello spogliatoio di una palestra, due uomini si scrutano, si squadrano, si provocano, si affrontano – quasi come due galli da combattimento – tentando di sedursi. Un Poyo rojo è una provocazione, un invito a ridere di noi stessi esplorando tutto il ventaglio delle possibilità fisiche e spirituali dell’essere umano. Straordinaria maestria corporea di Alfonso Barón e Luciano Rosso che rivelano anche una folgorante capacità di improvvisare davanti alle sempre diverse reazioni del pubblico.

DAL 10 AL 20 GIUGNO

STAY HUNGRY – INDAGINE DI UN AFFAMATO

di e con Angelo Campolo

Stay Hungry scava dentro la vita e racconta con onestà la condizione dei migranti. L’attore siciliano Angelo Campolo, cresciuto alla Scuola di Luca Ronconi al Piccolo Teatro, ha accolto e conosciuto davvero da vicino, nei laboratori in riva allo stretto di Messina, dei giovani africani. E vederli recitare sul grande screen montato in palcoscenico concorre ad abbattere il muro della reciproca ignoranza e far luce su una forma di integrazione, l’arte appunto, sottovalutata per priorità burocratiche. “Stay Hungry”, monito di Steve Jobs, risuona in chiave beffarda nel caleidoscopio di storie umane, da Nord a Sud, che attraversano i ricordi di questa autobiografia: bene e male sono divisi da confini incerti ma tutti i personaggi sono segnati, ciascuno a suo modo, da una “fame” di amore e conoscenza.

SALA A COME A
RIPOSO
SALA 3
RIPOSO
ALTRI TEATRI

ALTALUCE TEATRO – Via Alzaia Naviglio Grande, 192 – tel. 3487076093   

PROGRAMMA NON PERVENUTO

ATELLIER CARLO COLLA & FIGLI – Via Montegani, 35/1

PROGRAMMA NON PERVENUTO

CARCANO – Corso di Porta Romana, 63 – tel. 02 5518 1377

RIPOSO
 
 
 
 
ALTRI TEATRI
CONTRADDIZIONE, Via della Braida 6

PROGRAMMA NON PERVENUTO

DELLA COOPERATIVA – Via Hermada, 8

FINO AL 20 GIUGNO

DISPERANZA

Tetro della Cooperativa: "Disperanza" di Giulio Cavalli - Spettacoli di  teatro e musical a Milano, Spettacoli e concerti a Milano - Vivimilano

di e con Giulio Cavalli

La disperanza non è una disperazione. Disperazione è una manifestazione incontrollata di tristezza e di rabbia, un crollo verticale che presuma una soluzione implosiva o esplosiva, un sentimento insostenibile sul lungo periodo che porta alla rinascita o alla frantumazione. La disperanza invece ha un significato più tenue, ma cronico, qualcosa che insopportabilmente diventa sopportabile per lunghi periodi, uno status che può rimanere appiccicato anche per vite intere.

 

TEATRO FONTANA – Via Boltraffio,2

DAL 18 al 27 GIUGNO

FESTEN. IL GIOCO DELLA VERITA’

di Thomas VINTERBERG, Mogens Rukov & BO Hr. Hansen – Adattamento per il Teatro di David Eldridge – Regia Marco Lorenzi

Tratto dall’omonimo film del Premio Oscar 2021 Thomas Vinterberg, Festen racconta la storia di una grande famiglia dell’alta borghesia danese “i Klingenfeld” che si riunisce per festeggiare il sessantesimo compleanno del patriarca Helge. Alla festa sono presenti anche i tre figli: Christian, Michael e Helene. Il momento di svolta sarà il discorso di auguri del figlio maggiore Christian che una volta pronunciato cambierà per sempre gli equilibri familiari…
L’opera – che all’epoca vinse il Gran Premio della Giuria al 51º Festival di Cannes – scava all’interno dei tabù più scomodi, affrontando la nostra relazione con la figura paterna, la verità, il rapporto con il potere e l’autorità imposta. Impossibile non pensare ad Amleto, alla tragedia greca, ma anche all’universo favolistico dei Fratelli Grimm. Chi potrebbe mai tentare di rovesciare il mondo dei nostri padri?

ALTRI TEATRI

TEATRO GEROLAMO –Piazza Beccaria, 8

PROGRAMMA NON PERVENUTO

 

LABARCA – Via Marco d’Oggiono, 1
 
PROGRAMMA NON PERVENUTO
 
 
LEONARDO – via Ampère, 1
 
PROGRAMMA NON PERVENUTO
 
 
ALTRI TEATRI

TEATRO OUTOFFVia Mac Mahon, 16, 20155 Milano MI – Tel. 02 3453 2140

FINO AL 20 GIUGNO

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

Il sogno di un uomo ridicolo – Teatro Out Off

di Fëdor Dostoevskij – di e con Mario Sala, con il contributo drammaturgico di Fausto Malcovati e per la regia di Lorenzo Loris

(Dalla recensione di Adelio Rigamonti pubblicata su queste pagine in occasione della prima rappresentazione nella stagione 19-20)

UN’INTERPRETAZIONE DA SOGNO

Il sogno di un uomo ridicolo è uno dei testi più emblematici di Fëdor Dostoevskij, in cui il protagonista, che oggi definiremmo border –line, è un uomo disarmato e senza prospettive per il futuro tanto che ha deciso di suicidarsi. [E qui mi fermo con la trama]

Del racconto, in equilibrio tra fede ed elementi proto socialisti, all’Out Off è di scena un’affascinante trasposizione teatrale di e con Mario Sala, con il contributo drammaturgico di Fausto Malcovati e per la regia di Lorenzo Loris. Già da quando si scende direttamente sul palco dove ai vertici delle diagonali sono disposte sedie metalliche e ai lati spartane panche di legno si comprende che ben presto ci troveremo ad affrontare una singolare e, quel che più conta, affascinante realizzazione scenica a platea deserta. […]  Personalmente mi ha convinto il “disegno” della figura dell’uomo ridicolo, un clown vagamente felliniano con tanto di tuta a righe e naso delicatamente rosso. Il testo, intenso ma forse datato soprattutto nei suoi tratti fideistici, è vivificato dalla regia attenta e scrupolosa di Lorenzo Loris, ma soprattutto dall’intensa e penetrante interpretazione di un grande Mario Sala. Col suo cappellaccio da spaventapasseri ben calcato in capo spazia per svariati timbri vocali permettendo, proprio coi mutamenti di voce, varie angolazioni di lettura. Perfetto per regia, tempi e interpretazione il finale quando Sala recita dalla platea deserta, quasi ieratico, distanziandosi, prendendo respiro e quasi volando sopra  il pubblico inchiodato al palcoscenico e ai propri dubbi sulla possibilità utopica di ritrovare la felicità. Da vedere per il valore del testo, per la regia e soprattutto per l’ alta interpretazione di un trascinante Mario Sala da applausi. (ar)

LITTA– Corso Magenta, 24
 
PROGRAMMA NON PERVENUTO
 
 
TEATRO I – Via Gaudenzio Ferrari 11
 
PROSA RIPOSO
 
 
ALTRI TEATRI

MANZONI – Via Manzoni, 42

PER RIPROGRAMMAZIONE VEDI SITO DEL TEATRO
 
 

MARTINITT, Via Pitteri, 58

RIPOSO
 
 
MENOTTI – via Menotti 11
 
PROGRAMMA NON PERVENUTO