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STAGIONE 18/19 – PROSA

I NOSTRI CONSIGLI

Ricchissima come di consueto anche la Stagione del Teatro Elfo Puccini, che nelle proprie tre sale presenta spettacoli di grande impegno teatrale e, quasi sempre, anche sociale. Per l’Elfo Puccini, che si confema ancora una volta, come uno dei capisaldi del “fare teatro” non solo nella nostra città, non è facile scegliere spettacoli da consigliare e provandoci sono certo di tralasciare qualcosa magari assolutamente imperdibile.

Quella dell’Elfo è stagione che si apre col botto: dal 23 ottobre al 25 novembre nella Sala Shakespeare va in scena  The Great Game: Afghanistan,  un progetto commissionato dal Tricycle Theatre, la più grande officina di teatro politico inglese, a tredici autori tra i più interessanti della scena angloamericana. Un esperimento di drammaturgia a più voci che racconta il rapporto complesso e spesso fallimentare che l’Occidente ha avuto con questo paese mediorientale, sempre (e suo malgrado) al centro dello scacchiere mondiale. Il progetto Afghanistan di Bruni e De Capitani, che comprende dieci dei testi originali, è realizzato in coproduzione con Emilia Romagna Fondazione Teatro e in collaborazione con Napoli Teatro Festival e si compone di due spettacoli indipendenti e complementari: Afghanistan: Il grande gioco  che racconta cinque episodi storici del periodo 1842 – 1996 e Afghanistan: Enduring freedom che affronta gli anni attuali (fino al 2010). I due spettacoli possono essere rappresentati autonomamente o proposti in un’unica maratona, come accaduto al Napoli Teatro Festival l’8 luglio 2018.

Dal 24 al 26 ottobre alla Sala Fassbinder grande attesa per il nuovo allestimento di Libri da ardere,   unico testo teatrale di Amélie Nothomb portato in scena per la regia di Cristina Crippa, con Elio De Capitani nel ruolo del protagonista. Un illustre professore, il suo assistente e un’allieva si fronteggiano in una città stretta tra la morsa dell’assedio e quella del freddo, dove l’unico combustibile possibile sembra essere rappresentato dai libri.

Un’altra grande produzione dell’Elfo è  Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (dall’11 al 23 dicembre alla Sala Fassbinder). Dedicato a un adolescente con la sindrome di Asperger, il romanzo di formazione firmato da Mark Haddon diventa nella riscrittura per le scene di Simon Stephens uno spettacolo corale, che, per quel che ne so dopo la lettura del romanzo, suggerisco di non perdere.

Dal 15 gennaio al 3 febbraio, Sala Fassbinder, grande attesa per Dedalo e Icaro . Un figlio imprigionato in un labirinto senza uscita, l’autismo, un padre, lo spazio del volo e della possibile caduta: il mito greco rivive nella contemporaneità nello spettacolo di Tindaro Granata, in prima nazionale.

Dal 24 gennaio al 10 febbraio alla Sala Bausch torna Mai morti,  spettacolo di Renato Sarti che ne cura anche la regia. In scena, a dar voce e corpo a un nostalgico del ventennio fascista, Bebo Storti. Uno spettacolo che, portando sul palco episodi della nostra storia di ieri, vuol far riflettere, in modo diretto e crudo, su quanto razzismo, xenofobia e nazionalismo siano ancora difficili da estirpare.

Dal 6 al 24 febbraio alla Sala Shakespeare La Tempesta di Shakespeare. Uno spettacolo ideato dal duo Bruni -Frongia per attore, fantocci, figure animate e musica. Un one-man show, percorso da una densa colonna sonora e popolato da una corte di inquietanti fantocci che danno corpo a tutti i personaggi del capolavoro shakespeariano.

Sicuramente da non perdere Tamburi nella notte di Bertolt Brecht per la regia di Francesco Frongia. Lo spettacolo, che va in scena alla Sala Fassninder dal 25 febbraio al 10 marzo, è la riproposta dell’opera brechtiana che tanto successo ottenne l’anno scorso, come opera d’apertura, al Filodrammatici.

Grande attesa per il ritorno del Sogno di una notte di mezza estate (15 – 31 marzo). La regia di Elio De Capitani riesce ad amalgamare felicemente la solarità della commedia dei quattro giovani amanti cone le ombre d’inquietitudine proiettate dal mondo degli spiriti guidati dal folletto Puck.

Dal 22 al 27 gennaio alla Shakespeare viene riproposta Antigone di Sofocle con la regia di Gigi Dall’Aglio, già passata alla Sala Shakespeare per l’unica rappresentazione dell’anteprima. Lo spettacolo, prodotto da Atir Ringhiera, vede in scena fra gli altri le bravissime Arianna Scommegna e Sandra Zoccolan. Da non perdere.

Alla Sala Bausch dal 19 al 24 marzo altro ritorno e altro spettacolo da non perdere, sempre prodotto da Atir, Isabel Green, un buon testo di Emanuele Aldrovandi per la regia di Serena Sinigaglia con, nel ruolo della protagonista, una delle rivelazioni più significative della passata stagione Maria Pilar Pèrez Aspa.

Alla Sala Bausch, dal 26 al 31 marzo, ritorna l’interessante Compagnia Carullo – Minasi, già più volte applaudita su altri palcoscenici milanesi.

Alla Sala Fassbinder, dal 2 al 7 aprile, La scuola delle scimmie di Amadio/Fornasari, un testo  ben congegnato che porta in scena un interessante dialogo tra fondamentalismi tra loro cronologicamente e geograficamente lontani (uno in USA e l’altro in Italia 90 anni dopo) entrambi con al centro una dura contestazione ideologica e politica alle teorie evoluzionistiche di Darwin.

 

 

 

 

GIÀ RECENSITI