SPECIALE SAN SILVESTRO

Unica rappresentazione di

N.E.R.D.S SINTOMI

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Di Bruno Fornasari

Si preannuncia spciale la serata di San Silvestro al Teatro Filodrammatici dove sarà rappresentato in unica replica l’importante e gradevolissimo spettacolo N.E.R.D.s Sintomi di Bruno Fornasari. Uno spettacolo da non perdere. Per l’occasione pubblichiamo integralmente la recensione apparsa su Sonda Life in occasione del debutto nella stagione di San Silvestro.

TRA PAPERE, ANSIE E MALOX:
SFIGATI ALLA RIBALTA

Al Teatro Filodrammatici è in scena fino al 10 aprile un sorprendente spettacolo di Bruno Fornasari condirettore artistico del Teatro: “N.E.R.D.s – sintomi”.

Con questa riproposizione dello spettacolo prodotto dal Teatro Filodrammatici e andato in scena in prima nazionale nel maggio dello scorso anno, Bruno Fornasari con una gran prova registica e un testo assolutamente delizioso e importante contribuisce a riaffermare come il Filodrammatici vada sempre più caratterizzarsi come sala che produce e presenta testi innovativi per creatività e resa drammaturgia.

N.E.R.D.s : le iniziali di Nico, Enri, Robi e Dani, quattro fratelli dall’intricatissima frequentazione complice e ostile, soprattutto ostile, nel medesimo tempo,  “fermati” nei momenti che precedono  il gran banchetto per le nozze d’oro dei loro genitori, quasi “rinchiusi” in un agriturismo con tanto di recinzioni a difesa dagli altri, magari stranieri, “che coi tempi che corrono”, nell’agriturismo il laghetto con papere invadenti (divertentissime la maschere della costumista, scenografa Erika Carretta). Quattro fratelli “appesantiti” dall’incapacità di uscire dall’adolescenza, egoisti, insicuri, meglio incapaci nel calarsi nel vero, nel concreto e che quando provano a guardare verso il futuro, forse per cavarsi dalla vacuità della civiltà postmoderna che li assedia, riescono a vedere solo “sfocato”. Dunque quattro gran “sfigati”, come evoca il termine inglese nerds.

N.E.RD.s  sta a indicare anche l’acronimo di Non Erosive Reflux Desease, ovvero una forma di reflusso non erosivo, apparentemente innocuo. Il gran guaio è quando tutta la famiglia, a furia di voler salvare l’apparenza di famiglia unita e per bene diventa stormo di papere con la testa sott’acqua vivendo, subendo, ansie e sogni andati a male che sfociano in rapporti malsani e intrighi dosati, dalla sapiente regia, in un divertissement  leggero, scorrevole con una perfezione, quasi maniacale, dei tempi.

Il compito di rappresentare il trionfo dell’ipocrisia e la loro, successiva o contemporanea, disgregazione, una bomba a esplodere in qualsiasi momento è tutto sulle spalle di un quartetto d’attori veramente  collaudato e perfetto che regge senza scollamenti un testo apparentemente vuoto, ricco di frasi stereotipate a apparenti ingenuità,   in realtà icastico, ironico e feroce nel rappresentare la società, soprattutto la famiglia, impastoiate nelle brutture dell’attuale postmoderno. Tommaso Amadio, Riccardo Buffonini, Michele Radice e Umberto Terruso eccellenti non solo nel ruolo dei fratelli ma soprattutto nei doppi ruoli che si ritrovano a fare sulla scena. Gli attori/fratelli con una semplice borsa in mano diventano donne, mogli degli altri fratelli, in un intricato gioco di passioni e sorprendenti tradimenti, oppure “stravagante” coppia d’amici con tanto di cane al guinzaglio (un guinzaglio rigido con museruola ma senza animale.
Uno spettacolo da gustare divertendosi senza mai perdere di vista un testo apparentemente intriso di luoghi comuni ma serio e pregnante in una critica dura del perbenismo attuale. Gran sorpresa è la chicca eccellente del finale, che non posso assolutamente svelare. In qualche critica precedente  ho letto che da solo vale il costo del biglietto, decisamente esagerato, ma sicuramente una ciliegina su una torta servita con stile e dagli ingredienti raffinati.

Adelio Rigamonti